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NUCCIO MULA
Critico d’Arte Internazionale

“QUAESIVI ET NON INVENI”

AL PARI D’UNA CANDELA CHE, PER ILLUMINARE IL FUORI, AL TEMPO ESTINGUE IL PROPRIO DENTRO CON IMPIETOSA, FATALE,  INARRESTABILE CONSAPEVOLEZZA, LA BREVE MA INTENSISSIMA ESISTENZA DI MICHELE CEA PROSEGUE, ANCHE DOPO L’APPARENTE AZZANNARE DEL DISTACCO, AD IRRADIARE DI SPLENDORI E PENOMBRE IL QUI DI CHI È RIMASTO DINANZI AI CONFINI DEL DOPO PER UNA “CORRISPONDENZA D’AMOROSI SENSI” (E DI RIMEMBRANZE, E DI RIMPIANTI, E DI REPERTI) AMOREVOLMENTE RITESSUTA NEL SUPERSEGNO DEL “RIANDARE COL CUORE” (QUESTO L’ETIMO, AMARISSIMO E SUBLIME, DI “RICORDO”) SUI ROSARI CONFIGURATIVI D’UNA “VIA CRUCIS” DI LANCINANTE LAICITÀ NEL RIAFFIORARE DI STAZIONI E SEGNI. RETROPRESENZE DI QUESITI, DI ROVELLI E DI PRESAGI S’ADUNANO A TRAGUARDARE I FITTI ORDITI DELLE TELE E LE ILLUSORIE IMPENETRABILITÀ DI SUPERFICI GIAMMAI DESTINATE A SUPERFICIALI DECORATIVISMI, PER ASSEMBLARE INVECE, ED ANCHE NELLE STRUTTURE DI CONTENIMENTO ESILIATE SOLO A SERVO-STRUMENTALI, SUSSURRI E GRIDA DI BERGMANIANA MEMORIA, INVOCAZIONI ED EVOCAZIONI, AMPLESSI E DUELLI, SOSPIRI DI RESA E SUSSULTI DI CONTRATTACCO, ILLUSIONI ED ANELITI. LA TRINITÀ / TRIMURTI PERCETTIVA E VISUALE DEL DINANZI, DEL DENTRO E DELL’OLTRE VIENE POI, DI SUO, AD APPALESARSI SUI PARAMETRI D’UN PROCESSO INESAUSTO ED INESAURIBILE DI MONITORAGGI E SCANSIONI A INDIVIDUARE ED OLTREPASSARE LE FRUSTRANTI RISTRETTEZZE D’OGNI USUALE, BANALISSIMO “DISTINGUO” FRA IL “RECTO” ED IL “VERSO”, FRA IL SOPRA E IL SOTTO, PER APPRODARE, INVECE, AD UNA TOTALE CIRCOLARITÀ DELL’ESPRIMERSI E DEL CREARE SENZA VALLONI E PALETTI. CONVERGENZE DI MOLTITUDINI DANNO, ANCORA, ALLE VOCI E AI SILENZI, UNICITÀ D’UN SENTIRE CONDIVISO MA TUTT’ALTRO CHE MASSIFICATO E OMOLOGANTE, POICHÉ, INVECE, PALESE SCATURIGINE DI CONGENIALITÀ NELLA SINTONIA / SINFONIA D’UN “TROVARSI” EMINENTEMENTE PIRANDELLIANO A SFIDARE, NEL NOME DELL’ESSERE, OGNI TIRANNIA DI CAMUFFATO MENDACIO. EVANGELIARI DEL NON-INIZIATO E DEL NON-FINITO IMPETRANO ILLUMINAZIONI ALL’OCCHIO DEL KARMA CELATO FRA IL NON-PIENO E IL NON-VUOTO PER EQUILIBRARE INQUIETUDINI, ARMONIZZARE DEUTEROSCOPIE, CAREZZARE AFFLIZIONI. DEDALI DI TRANELLI VENGONO SMASCHERATI ALLA VISIONE FISICA PER ADDITARE / ALLERTARE SU TRAME DI STRANGOLAMENTI; SCENARI DI PENOMBRE S’ESPANDONO SU CRUDELI DILATAZIONI PER CUPI ENIGMI E VATICINI A RESIDUALI ATOLLI DI LUCE; COMPOSTEZZE ILLUSORIE VENGONO SBUGIARDATE DA CICATRICI E SUTURE A RIAFFIORARE, IMPIETOSAMENTE, DA BENDAGGI D’IPOCRISIA; SANGUE DI MARTIRIO SGORGA IN GRAFFITI DI FIOTTI DAI CEPPI DI QUEL SUPPLIZIO CHE, “AB IMMEMORABILI”, SOGGIOGA E SCARNIFICA OGNI ESISTENZA PREDESTINATA A PEREGRINARE SOLO SU CAMMINAMENTI LASTRICATI DI CHIODI, PER ISTORIARE, AL PARI D’UN CRUENTO “TSUNAMI” DI TATUAGGI SACRIFICALI, IL VOLTO, IL CORPO, IL CUORE, L’ANIMA, L’INTELLETTO DI CHIUNQUE OSI RIVENDICARE, ANELANDO E ANSIMANDO, QUALSIVOGLIA DIRITTO A UNA GIOIA DI VIVERE CHE NON VENGA MAI E POI MAI SOPRAFFATTA DALLA DANNAZIONE DEL SOPRAVVIVERE, OFFRENDOSI A PAGARNE OGNI SCOTTO E OGNI PREZZO. SCHELETRI DI POSSANZA, INFINE, S’OFFRONO AGLI SGUARDI SEMPITERNAMENTE LACRIMATI ED INCREDULI DI CHI RESTA, PER SMENTIRE CON SDEGNO, E NELL’ARCANO MUTISMO D’UN EROICO “NOLI ME TANGERE”, DEBOLEZZE ED IGNAVIE SCONFESSATE DALLO SPREZZANTE SCUOIARE DI MIRAGGI, SCENARI FASULLI, SOVRAPPOSIZIONI DI EPIDERMIDI FUSTIGATE MA INDOMITE. ED IN TUTTO QUESTO ULCERATO UNIVERSO, PERSINO L’ORACOLARE, LUCIDISSIMA, TREMENDA IRONIA DELLA PROMESSA D’UN “TORNO SUBITO” IRREVERSIBILMENTE POI NON MANTENUTA, DIVENTA, E MALGRADO TUTTO, SUPREMA ICONA DI COERENZA NELL’ASSEMBLARE, A BEFFARDO ADDIO, CIÒ CHE MICHELE CERCÒ SEMPRE MA NON TROVÒ MAI:“QUAESIVI ET NON INVENI”.

RIFLESSIONI

METEORE LANCINANTI SAETTANO SUI CIELI DELL’ANGOSCIA A FRANTUMARE CIELI DI MENDACIO

LACRIME DENSE PLANANO DA CEPPI E FORCHE SPANDENDO INVOCAZIONI

TUTTO SI COMPIE NELLE BUFERE CHE ASSALTANO PUREZZE

IL DINANZI E IL CELATO TRASMUTANO SILENTI NELL’ABBRACCIO DELL’OLTRE

ADUNATE DI PALPITI RESUSCITANO ASSENZE FRA SUSSURRI E SILENZI

SANGUINA FORTE LA PIAGA DEL  RESPIRO

LUNGA È LA STRADA DI COMPOSTI SUSSULTI VERSO IL BUIO

TERRIBILE L’AFFANNO CHE S’ACCANISCE CONTRO LE CERTEZZE

PERCORSI D’OMBRA SCANNANO LA LUCE

MENTRE IL DESTINO TESSE RAGNATELE

E  I CHIODI CHE ACCAREZZI DANNO STIGMATE

MENTRE I VELARI CEDONO AL TORMENTO

COSA NASCONDE L’INGANNO DELL’ESISTERE?

PERCHÉ SCAVARE SE ANCHE L’OLTRE ILLUDE?

A CARNE VIVA HAI TRACCIATO IL CAMMINO SU TE STESSO

PER UN VIAGGIO DI ENIGMI E VATICINI A CERCARTI E TROVARTI

CARTOGRAFIE D’ARCANO ADDITANO TRAGITTI

SOTTO L’INTRECCIO DI MAPPE MENZOGNERE

E  UNA VIA CRUCIS S’ARRENDE AL  NON – RITORNO

 

Nuccio Mula per Michele Cea
13 Giugno 2016

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