MATTEA MICELLO

Critico d’Arte

MICHELE CEA DÀ VITA A UN’ESTETICA CHE CI TRAVOLGE E CI SCONVOLGE. STRAPPI, PENNELLATE CROMATICI INCALZANTI, CUCITURE, PEZZI DI LEGNO, FILAMENTI IN FERRO, MUTANO IN AGENTI CATALITICI DELL’ANTROPICA ESISTENZA. LA TELA, SPESSO STRAPPATA DALL’ARTISTA CON DECISIONE, CREA DELLE CAVITÀ, LE QUALI DIVENGONO EFFIGIE DI UNO SPAZIO PROFONDO E VASTISSIMO, QUELLO DELLA NOSTRA PSICHE. LE SUE OPERE DI IMPATTO MAGNETICO E AL CONTEMPO ENIGMATICHE SONO LA CHIAVE PER LEGGERE A FONDO GLI ABISSI DELLA COSCIENZA UMANA. L’INEBRIANTE COMMISTIONE DI AUDACI RITMI CROMATICI È CREATRICE DI ATMOSFERE VAGAMENTE ALLUCINATE E IMPREVEDIBILI. LA TELA PER MICHELE CEA NON HA LIMITI. I PICCOLI LEGNI DI CUI È COMPOSTO IL TELAIO SI RAVVIVANO TRA LE SUE MANI DIVENTANDO NEL QUADRO LE VENATURE NELLE QUALI SCORRONO INTIME RIFLESSIONI. LE OPERE, QUANDO ESPRESSE CON TINTE CHIARISSIME COME IL BIANCO, L’INDACO E L’OCRA, IN CORRELAZIONE CON GLI ESILI LEGNI PROVENIENTI DAL TELAIO, CREANO DELLE LUCI E DELLE OMBRE CHE SI ALTERNANO NUDE NELLA COMPOSIZIONE, DI UN’AVVENENZA INDIMENTICABILE, FIOCHE, PERÒ CARICHE DI PROFONDI SIGNIFICATI. IL LINGUAGGIO ARTISTICO DI CEA È INTENSO E I COLORI, SIA IMBEVUTI DI TONALITÀ SCURE, SIA PERMEATI DA SFUMATURE CHIARE, VIVONO SEMPRE ALL’INTERNO DI UN GIOCO ESPRESSIVO RICCO DI TENSIONE. È UN’ARTE IN CUI IL REALISMO È INGLOBATO NELLA REALTÀ INTERIORE, QUELLA PSICOLOGICA. OGNI COMPOSIZIONE ARTISTICA È FRUTTO DI PROFONDE E INTROSPETTIVE ANALISI PSICO-ANTROPOLOGICHE. LA TENDENZA ALL’ASTRAZIONE SI NUTRE DELLA SIMBOLIZZAZIONE, ASPETTO AFFASCINANTE, PERCHÉ SEPPURE L’OGGETTO DI IDENTIFICAZIONE SCOMPARE, IN REALTÀ NON VIENE OCCULTATO O CANCELLATO, MA LE FORME, LE LINEE, GLI STRAPPI E LE CUCITURE SOTTOLINEANO PIANI LOGICI E COGNITIVI DELLA MENTE UMANA. AD ESSERE MESSI IN EVIDENZA SONO GLI AVVINCENTI SCHEMI PSICHICI DELL’UOMO. SIAMO DINNANZI A UN’ESTETICA FORTEMENTE PERTURBANTE DOVE RISIEDONO I PENSIERI DELL’ARTISTA E, BENSÌ, ANCHE I NOSTRI, POICHÉ RAPPRESENTA GLI AGGROVIGLIATI MECCANISMI CHE GOVERNANO LA MENTE UMANA, TRA QUESTI: CONVINZIONI, OPINIONI, CREDO, CERTEZZE E SICUREZZE. LE OPERE TROVANO UN PROPRIO CORRISPETTIVO A LIVELLO DI POETICA NELLA PROGRESSIVA DEFORMAZIONE DEL RITRATTO SOCIALE CONTEMPORANEO.

L’ARTISTA NON CI OFFRE L’IMMAGINE DEGLI INDIVIDUI MA, MEDIANTE UN LINGUAGGIO DEL TUTTO PERSONALE, ESPONE GLI EFFETTI DELLA LORO REAZIONE PSICOLOGICA DAVANTI AI “MODELLI” DELLA VITA. NELL’ARTE DI MICHELE CEA VI È UNA PROFONDA VERITÀ DEL RITRATTO UMANO, COME ESPRESSIONE DELLA MULTIFORME BELLEZZA DELL’ES, L’IO E IL SUPER-IO.

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