AESSANDRA CONSIGLIO

Critico e Storico dell’Arte

IL PERCORSO ARTISTICO DI MICHELE CEA SI SVILUPPA DI PARI PASSO ALLA PERSONALE SCELTA DI DEDICARSI AGLI STUDI FILOSOFICI, PSICOLOGICI E SOCIOLOGI, CHE MOLTO HANNO INFLUENZATO LA SUA ATTIVITÀ ARTISTICA. MICHELE SI PUÒ DEFINIRE UN ARTISTA CONCETTUALE, PROPRIO PERCHÉ IL FINE DELLA SUA ATTIVITÀ ARTISTICA È GIUNGERE AD UNA SORTA DI CHIARIMENTO E COMPRENSIONE DELL’INDIVIDUO. L’ARTE CONCETTUALE PRENDE VITA DALLA VOLONTÀ DI UN SUPERAMENTO ESTETICO AL FINE DI METTERE INVECE IN EVIDENZA IL CONCETTO STESSO O L’IDEA. PROPRIO IN QUANTO MOMENTO ARTISTICO DI ROTTURA, QUESTA SI SOTTRAE A TUTTI QUEGLI ELEMENTI CARATTERIZZANTI LE PIÙ IMPORTANTI CORRENTI ARTISTICHE, QUALI PROSPETTIVA, FORMA E TUTTI I VINCOLI CHE A TRATTI POSSONO CARATTERIZZARLE. MICHELE CEA PENSA AL SUPPORTO COME AD UNA POSSIBILITÀ, AD UN MEZZO CHE NON HA NECESSARIAMENTE LIMITI SPAZIALI, EVIDENTE È INFATTI LA SCELTA DI LAVORARE ANCHE SUL RETRO DELLA TELA. SOLITAMENTE, L’ARTE CONCETTUALE SI CONCENTRA SULL’ESPRESSIONE DELL’IDEA, TRALASCIANDO APPUNTO L’ESITO ESTETICO; MA CEA INVECE, NON LO ESCLUDE, DONANDO VOCE A QUELLI CHE LUI STESSO HA DEFINITO “URLI”, IN RIFERIMENTO ALLE SUE OPERE, URLI DIROMPENTI MA A TRATTI FORSE ANCHE TRATTENUTI E TACIUTI. LA PRECARIETÀ DELL’ESSERE UMANO, DELL’INDIVIDUO, FA SÌ CHE ESSO SIA QUASI IN BALÌA DELLA PROPRIA ESISTENZA, MA IN MEZZO AL CAOS, ECCO DEI FILI CHE SI INTERSECANO ED INTRECCIANO FRA LORO, ATTI A SOCCORRERE L’UOMO, A DONARGLI QUELLA SICUREZZA CHE SPESSO MANCA E CHE PROVOCA UN VUOTO STRANIANTE E FA SENTIRE PERDUTI. L’USO DEI FILI CHE IN QUALCHE MODO CIRCONDANO LA TELA O LA ATTRAVERSANO, CREANDO QUASI UNA RETE, POTREBBE A MIO AVVISO, ESSERE INTERPRETATO ANCHE COME UN MEZZO PER “TRATTENERE”, PER NON PERDERSI O PERDERE. MA NON SOLO, TRA I FILI POSSONO ESISTERE ANCHE DEGLI SPAZI, DEGLI STRAPPI, LUOGHI DI SMARRIMENTO, DI VUOTO, SINONIMO DI INCERTEZZA, DOVUTA PROPRIO ALLA MANCATA STABILITÀ DELL’INDIVIDUO CONTEMPORANEO, SIA IN RELAZIONE A SE STESSO CHE ALLA  REALTÀ CIRCOSTANTE, MA FORSE ANCHE, SECONDO UNA VISIONE PIÙ OTTIMISTICA, POSSIBILITÀ DI UN RAGGIUNGIMENTO DELL’INFINITO, DI IMPORTANZA E RICONOSCIMENTO CHE QUESTO PUÒ ASSUMERE. PROPRIO TALE ATTENZIONE VERSO L’UOMO HA FATTO SÌ CHE MICHELE CEA ENTRASSE A FAR PARTE DEL MOVIMENTO DEL METATEISMO, NUOVA CORRENTE ARTISTICA CHE SI CONCENTRA SULL’UOMO IN QUANTO INDIVIDUO, SULLE SUE CAPACITÀ ED INTUIZIONI; L’ARTE, IN TAL SENSO, È UNO STRUMENTO GUIDA LUNGO IL DIFFICILE PERCORSO CHE L’UOMO CONTEMPORANEO DEVE AFFRONTARE, AL FINE DI SUPERARE LA SUPERFICIE E TUTTO CIÒ CHE VIENE IMPOSTO COME UN ASSIOMA. ANDARE OLTRE LA SUPERFICIE, LO SPAZIO, CHE PER MICHELE PUÒ SIGNIFICARE ANCHE UNA TELA CON ELEMENTI IN LEGNO CHE SI SVILUPPANO DA ESSA, QUASI FOSSE UNA TELA-SCULTURA CHE SI ESPANDE APPUNTO NELLO SPAZIO, ELEMENTO CHE L’ARTISTA, EVIDENTEMENTE, NON TEME, MA CHE ANZI, ESPLORA. MICHELE CEA APPARTIENE A QUELLA RISTRETTA CERCHIA DI ARTISTI CHE SI SONO IMBATTUTI NELL’ARTE E NE HANNO FATTO UNA RAGIONE DI VITA, ANCHE A COSTO DELLA VITA STESSA, SCARDINANDO SCHEMI PREFISSATI E CONVENZIONALI, SENZA ALCUN TIMORE, MA GUIDATI DALLA CONTINUA SCOPERTA DI CIÒ CHE POTREBBE ESSERE. L’ARTE IN FONDO È ANCHE CIÒ CHE ANCORA NON SI CONOSCE, COSTANTE RICERCA E SCOPERTA;  NECESSITA DI PREDISPOSIZIONE ALL’ASCOLTO, ATTITUDINE AL SAPER GUARDARE OLTRE. LE OPERE DI MICHELE RICHIEDONO PROPRIO TALE PREDISPOSIZIONE, AL FINE DI COMPRENDERE L’ISPIRAZIONE CHE RISIEDE IN ESSE, LA VOLONTÀ DI UN ARTISTA IN CONTINUA RICERCA, FORSE ANCHE DI SE STESSO. NON PUÒ ESSERVI MAI UNIVOCITÀ, ANCHE PERCHÉ, SE TUTTO FOSSE PRESTABILITO, NON POTREBBE ESSERVI NEPPURE RICERCA. LA VITA ARTISTICA DI MICHELE, MA NON SOLO QUELLA ARTISTICA, È DEFINIBILE CERTAMENTE COME UN PERCORSO, UN VIAGGIO CHE, CONSAPEVOLMENTE, SAREBBE GIUNTO ALLA FINE. MA, QUESTO VIAGGIO METAFORICO, PUÒ DIRSI REALMENTE CONCLUSO? IL MESSAGGIO “TORNO SUBITO” SUL RETRO DI UNA TELA DI MICHELE, COSÌ CHIARO, ESPLICITO E LAPIDARIO, POTREBBE ESSERE EMBLEMA DI UN PERCORSO ARTISTICO ED ESISTENZIALE CHE FORSE MAI SI CONCLUDERÀ, COSÌ COME, ULTERIORE EMBLEMA DEL FATTO CHE UN’OPERA D’ARTE PERSISTE NEL TEMPO, PUÒ DIVENIRE ETERNA, CONDURRE A DIVERSE POSSIBILITÀ.

MICHELE HA SCELTO L’ARTE; L’HA ASSUNTA COME MEZZO DI COMUNICAZIONE ALTERNATIVO, A VOLTE UNICO MODO PER NON PERDERE SE STESSI. L’HA SCELTA IN TOTO, PERCHÉ ESSA HA SCELTO LUI. NON TUTTI GLI ARTISTI O PRESUNTI TALI INFATTI, POSSONO AFFERMARE DI ESSERE STATI SCELTI DALL’ARTE E DI AVERNE FATTO, CONSEGUENTEMENTE, IL FULCRO DELLA PROPRIA ESISTENZA; QUANDO CIÒ ACCADE È QUASI UN MIRACOLO, UNA ECCEZIONE.

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